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“Che faresti in auto con Boldrini?”. L’odio in rete contro le donne

Laura Boldrini (Ansa)

Che faresti in auto con Boldrini?

Ci sono quelle volte in cui ti arrabbi e basta.

Cioè proprio ti incazzi.

Come io l’altra settimana, quando comodamente seduta in una delle poltroncine rosse della stupenda Cavallerizza Reale, ascoltavo Laura Boldrini parlare di linguaggio sessista e odio in rete (hate speech). E non è che mi arrabbiassi con lei. Semmai insieme a lei.

Perché non può esistere che, oggi, una donna che esprime il proprio pensiero, qualunque esso sia, debba essere insultata a suon di “puttana!”.
Perché non esiste che, se una donna si trova in una posizione di potere politico o lavorativo, qualcuno le debba poter augurare di essere stuprata.
Cioè voglio dire: ma che cosa c’entra? Pensateci anche voi.

Io sono il capo, poniamo, di un’azienda e ho tanti operai che lavorano per me. Se sono un uomo, sono un figo in carriera. Uno bravo che sa il fatto suo. Se sono una donna, l’ho sicuramente data a qualcuno.

Ma ti pare? Ti pare che, per governare un’azienda (o uno Stato) io possa avere il tempo di andare a letto con persone varie a destra e manca? Ci vuole tempo per queste cose. Ti devi depilare, ti devi lavare i capelli, ti devi mettere lo smalto… ma avete un’idea delle energie che si spendono per la preparazione?

Oppure: sono la Presidente della Camera dei Deputati, prendo delle decisioni di natura politica e i miei detrattori iniziano ad augurarmi di essere stuprata. Ma perché? Ma se fossi un uomo cosa mi augureresti? Di essere evirato? Ma cosa c’entra?
Viene il dubbio che le persone non sappiano davvero più che dire, che ormai il confronto dialettico sia morto e che la povertà di contenuti degli uomini stia diventando la norma.

Che amarezza!
Boldrini ci ricordava di quando, qualche anno fa, un suo aspirante collega che veniva dal mondo della comicità, fece circolare un video, poi virale, in cui andava chiedendo alla gente (in modo ammiccante e paraculo) che cosa avrebbero fatto se si fossero trovati da soli in auto con Boldrini.
Beh, io forse una risposta ce l’ho, a questa domanda. Io se fossi da sola in auto con Boldrini, prima di tutto, le farei un milione di domande. Parlerei con lei di odio in rete, di iniziative contro la disparità di genere, della violenza in rete e della commissione Joe Cox. Perché lei è sicuramente una che di cose da dire ne ha tante.

Non sono sicura di poter dire altrettanto di molti suoi colleghi.