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Il Punto G esiste: è il Molise.

ufo

C’è chi casca dal pero, chi non ne ha mai sentito parlare, chi crede sia solo un’invenzione dei media, una legenda. Qualcuno dice che trovarlo, vorrebbe dire raggiungere l’estasi, altri dicono di averlo trovato ma “non è niente di che””. La maggior parte, gli scettici, quelli che si stancano prima di tentare o che hanno tentato ma non ce l’hanno fatta, hanno messo in giro la voce che non esiste: “è una fantasia, Eldorado, un sogno per gente insoddisfatta che cerca sempre altro”.

No, non sto parlando del punto G. Sto parlando del Molise.
Ora, di tutte le cose che potrei dire sul Molise, voglio dire quelle che non si sanno.

1 Sono molisana. Questo, a parte parenti, vicini e impiegati del comune, non si sa.
2 Molisana non è una regione. Il Molise lo è. Va detto, perché spesso, alla frase “sono molisana” mi sento rispondere “e dov’è molisana?” . Giuro.
3 Molisana non è una caratteristica fisica. Va detto perché spesso, quando non mi sento rispondere “e dov’è molisana?” mi sento rispondere “e cos’è molisana?”. No, non è un colore di capelli o degli occhi. Ma se vi fa piacere, potrei dirvi che è un segno particolare.
Occhi: castani.
Capelli: Castani
Segni Particolari: Molisana. Così sì, mi piace.
4 Non è vicino Roma. Cioè, lo è abbastanza ma non più di tanto. Se vi dico “è vicino Roma” lo faccio perché non conoscete la geografia e devo arrendermi a farvi almeno orientare.
5 Il Molise è collegato male. Se siete abituati ai viaggi in treno, se siete pendolari da una vita, vi avverto: potrebbe non bastare.
Qui non parliamo neanche di viaggi della speranza, perché anche quella è andata perduta. Sono testimone di viaggi di rientro, da studente fuori sede, fatti in piedi, a luglio, senza aria condizionata. Vagoni talmente pieni, durante i periodi di festa, che si è costretti a prendere un autobus sostitutivo dopo aver litigato con i passeggeri e tutta la stazione Termini. Parlo della stazione Termini perché, da qualunque posto tu provenga, il cambio per raggiungere il Molise è a Termini, molto probabilmente dal binario 20bis. Che, attenzione, non è 20. È bis. E se questo suffisso dovesse richiamare alla mente il famoso regime carcerario, forse non è un caso. Il binario 20bis è oltre tutti gli altri binari. Dopo che hai conquistato la stazione Termini, dopo che sei sopravvissuto alla metro, alla fila in biglietteria, ai taccheggiatori, al desiderio di investire tutto lo stipendio nei panini dei bar della stazione, dopo aver cercato invano di sederti un attimo nei posti più scomodi perché le panchine scarseggiano anche se ti trovi in una delle stazioni principali d’Italia, ebbene dopo essere sopravvissuto a questo, devi ancora raggiungere il binario 20 bis. Non è particolarmente grave, in effetti. Ma è un’altra prova da affrontare per vedere se davvero vuoi visitare il Molise. Esiste una pagina facebook che ne parla, se non è una consacrazione questo . https://www.facebook.com/search/top/?q=il%20binario%2020%20bis
6 Si mangia bene, genuino, tanto. Chef Rubio ha girato una puntata di Unti e Bisunti in Molise e ha detto che è il posto dove ha mangiato meglio. Che altro vi serve sapere?
7 Robert De Niro ha origini molisane e, dopo l’elezione di Trump ha detto “Oh, sai che c’è? Me ne vado in Molise” . Giuro. Lo ha detto. Pare. O forse scherzava. O forse gli è scappato. Sarà stata una reazione da stress post traumatico. O post trumpatico. Non lo so, ma se fosse vero, speriamo  che Robert decida di raggungerci in auto, altrimenti …
8 Il molisano è un dialetto. Esiste. Molti hanno scambiato il mio accento per napoletano, romano, ciociaro, addirittura siciliano. Ma la maggior parte mi dice “non capisco: che accento hai?”. Sono molisana, ho l’accento molisano.
9 Il Molise non esiste. Anche su questo esistono diverse pagine facebook che chiariscono il punto,ironico, della situazione. https://www.facebook.com/molisnt/ Il Molise è talmente piccolo che non esiste, è talmente sconosciuto che non esiste, è talmente strano, che non esiste.
Tutto vero, tutto comprensibile e tutto divertente, per quello che mi riguarda. Peccato che, come in tutta la satira che si rispetti, ci sia un fondo di verità. Il Molise è a rischio estinzione. Ci sono dei borghi storici, come Civitacampomarano, che stanno letteralmente crollando nell’indifferenza generale. Perché il Molise si trascura ed è trascurato.
I giovani se ne vanno, perché il Molise può farti sentire isolato, lontano, limitato. Io ci sono cresciuta, mi ha infastidito, l’ho lasciato, me ne sono pentita, ci sono tornata, mi ha infastidito di nuovo. Poi però ho capito.

In Molise ci sono dei portali,dei varchi. Non sono visibili a tutti, alcuni li trovano subito, altri tardi, altri mai. Altri non hanno voglia di cercarli, altri ce li hanno dentro ma non se ne accorgono.
Finché non attraversi uno di questi portali, il Molise non esiste.
Ma se ne trovi uno ed è quello giusto per te, il Molise diventa la proiezione del tuo stato mentale.
Il Molise si manifesta a chi vuole vederlo.
Io ci ho messo 30 anni e finalmente ho trovato il varco adatto, ho attraversato il wormhole giusto per me, quello degli spigoli, della schiettezza, del silenzio, del magnetismo della bellezza inconsapevole. Quello delle estati al fiume, dell’inverno freddo, dei paesini vuoti con le sedie abbandonate davanti alle porte, nelle ore dopo pranzo.
Per me il Molise è la sospensione, è l’altrove più familiare.

Il Molise non esiste a prescindere. Lo devi voler trovare. Anzi, di solito la parte migliore è proprio mentre lo cerchi.
Esattamente come per il punto G, ora che ci penso.

Molise

C’è chi casca dal pero, chi non ne ha mai sentito parlare, chi crede sia solo un’invenzione dei media, una leggenda. Qualcuno dice che trovarlo, vorrebbe dire raggiungere l’estasi, altri dicono di averlo trovato ma “non è niente di che”. La maggior parte, gli scettici, quelli che si stancano prima di tentare o che hanno tentato ma non ce l’hanno fatta, hanno messo in giro la voce che non esiste: “è una fantasia, Eldorado, un sogno per gente insoddisfatta che cerca sempre altro”.

No, non sto parlando del punto G. Sto parlando del Molise.

Ora, di tutte le cose che potrei dire sul Molise, voglio dire quelle che non si sanno.

1 Sono molisana. Questo, a parte parenti, vicini e impiegati del comune, non si sa.
2 Molisana non è una regione. Il Molise lo è. Va detto, perché spesso, alla frase “sono molisana” mi sento rispondere “e dov’è molisana?” . Giuro.
3 Molisana non è una caratteristica fisica. Va detto perché spesso, quando non mi sento rispondere “e dov’è molisana?” mi sento rispondere “e cos’è molisana?”. No, non è un colore di capelli o degli occhi. Ma se vi fa piacere, potrei dirvi che è un segno particolare.
Occhi: castani.
Capelli: Castani
Segni Particolari: Molisana. Così sì, mi piace.
4 Non è vicino Roma. Cioè, lo è abbastanza ma non più di tanto. Se vi dico “è vicino Roma” lo faccio perché non conoscete la geografia e devo arrendermi a farvi almeno orientare.
5 Il Molise è collegato male. Se siete abituati ai viaggi in treno, se siete pendolari da una vita, vi avverto: potrebbe non bastare.
Qui non parliamo neanche di viaggi della speranza, perché anche quella è andata perduta. Sono testimone di viaggi di rientro, da studente fuori sede, fatti in piedi, a luglio, senza aria condizionata. Vagoni talmente pieni, durante i periodi di festa, che si è costretti a prendere un autobus sostitutivo dopo aver litigato con i passeggeri e tutta la stazione Termini. Parlo della stazione Termini perché, da qualunque posto tu provenga, il cambio per raggiungere il Molise è a Termini, molto probabilmente dal binario 20bis. Che, attenzione, non è 20. È bis. E se questo suffisso dovesse richiamare alla mente il famoso regime carcerario, forse non è un caso. Il binario 20bis è oltre tutti gli altri binari, a una distanza difficile da calcolare perché sembra aumentare passo dopo passo a chi la percorre con le borse cariche. Dopo che hai conquistato la stazione Termini, dopo che sei sopravvissuto alla metro, alla fila in biglietteria, ai taccheggiatori, al desiderio di investire tutto lo stipendio nei panini dei bar della stazione, dopo aver cercato invano di sederti un attimo nei posti più scomodi perché le panchine scarseggiano anche se ti trovi in una delle stazioni principali d’Italia, ebbene dopo essere sopravvissuto a questo, devi ancora raggiungere il binario 20 bis. Non è particolarmente grave, in effetti. Ma è un’altra prova da affrontare per vedere se davvero vuoi visitare il Molise. Esiste una pagina facebook che ne parla, Il bnario 20bis.  https://www.facebook.com/search/top/?q=il%20binario%2020%20bis
Se non è una consacrazione questa.
6 Si mangia bene, genuino, tanto. Chef Rubio ha girato una puntata di Unti e Bisunti in Molise e ha detto che è il posto dove ha mangiato meglio. Che altro vi serve sapere?
7 Robert De Niro ha origini molisane e, dopo l’elezione di Trump ha detto “Oh, sai che c’è? Me ne vado in Molise”. Giuro. Lo ha detto. Pare. O forse scherzava. O forse gli è scappato. Sarà stata una reazione da stress post traumatico. O post trumpatico. Non lo so, ma se fosse vero, speriamo  che Robert decida di raggungerci in auto, altrimenti …
8 Il molisano è un dialetto. Esiste. Molti hanno scambiato il mio accento per napoletano, romano, ciociaro, addirittura siciliano. Ma la maggior parte mi dice “non capisco: che accento hai?”. Sono molisana, ho l’accento molisano.
9 Il Molise non esiste. Anche su questo esistono diverse pagine facebook che chiariscono il punto,ironico, della situazione. Molisn’t ad esempio https://www.facebook.com/molisnt/Il Molise è talmente piccolo che non esiste, è talmente sconosciuto che non esiste, è talmente strano, che non esiste.
Tutto vero, tutto comprensibile e tutto divertente, per quello che mi riguarda. Peccato che, come in tutta la satira che si rispetti, ci sia un fondo di verità. Il Molise è a rischio estinzione. Ci sono dei borghi storici, come Civitacampomarano, che stanno letteralmente crollando nell’indifferenza generale. Perché il Molise si trascura ed è trascurato.
I giovani se ne vanno, perché il Molise può farti sentire isolato, lontano, limitato. Io ci sono cresciuta, mi ha infastidito, l’ho lasciato, me ne sono pentita, ci sono tornata, mi ha infastidito di nuovo. Poi però ho capito.

In Molise ci sono dei portali, dei varchi. Non sono visibili a tutti, alcuni li trovano subito, altri tardi, altri mai. Altri non hanno voglia di cercarli, altri ce li hanno dentro ma non se ne accorgono.
Finché non attraversi uno di questi portali, il Molise non esiste.
Ma se ne trovi uno ed è quello giusto per te, il Molise diventa la proiezione del tuo stato mentale.
Il Molise si manifesta a chi vuole vederlo.
Io ci ho messo 30 anni e finalmente ho trovato il varco adatto, ho attraversato il wormhole giusto per me, quello degli spigoli, della schiettezza, del silenzio, del magnetismo della bellezza inconsapevole. Quello delle estati al fiume, dell’inverno freddo, dei paesini vuoti con le sedie abbandonate davanti alle porte, nelle ore dopo pranzo.
Per me il Molise è la sospensione, è l’altrove più familiare. 

Il Molise non esiste a prescindere. Lo devi voler trovare. Anzi, di solito la parte migliore è proprio mentre lo cerchi.
Esattamente come per il punto G, ora che ci penso.