italy

Ti amo, ma appena mi lasci rinasco

addio

Quante volte ci è capitato di sentirlo dire e di dirlo a nostra volta?

“All’inizio stavo male, ma poi sono rinata/o”
“Da quando ci siamo lasciati, ho avuto una svolta”

Genericamente quando sentiamo questa frase (preceduta da un racconto straziante sul quanto la persona in questione abbia sofferto per la fine di questa meravigliosa relazione fatta di complicità, risate e soli a luce intermittente che sorgono a tutte le ore del giorno e della notte) tiriamo un sospiro di sollievo.

Menomale… tutto è bene quel che finisce bene! Dopo tanta sofferenza…. Una storia così bella, così speciale, così unica, così meravigliosa che finisce e poi, finalmente, adesso la persona in questione sta bene! Anzi! Meglio!
Sta meglio senza la storia meravigliosa, speciale, unica…
Sta meglio senza la persona meravigliosa, speciale, unica….
Rinata. Rinato.

Qualcosa, improvvisamente, non è più così chiaro.

Facciamo un riassunto:
Chiunque tu sia vivevi una storia unica nel suo genere, con una persona che hai amato tanto (ma tanto tanto, credimi, mai amato così in tutta la mia vita. Non mi sono mai lasciato andare in questo modo) e poi questa storia finisce.
Tu vomiti l’anima di dolore (ma credimi, l’anima. Stavo malissimo, che la gente non mi riconosceva, mi scambiava per Maria de Filippi il giorno del matrimonio, così).

E poi BOOM.

Non solo ti riprendi. Rinasci. (no credimi, la mia vita è cambiata. Ho cominciato ad uscire, vedere gente nuova, ma poi ho scoperto il teatro, la politica, il mare, le case vacanza, le gite fuori. Una sera abbiamo chiesto persino una informazione ad uno sconosciuto!!! Ho riso talmente tanto che potevo svenire).

Improvvisamente capisci quanto questa storia ti legava al pavimento, quanto ti cementava le caviglie impedendoti di volare, quanto la persona (meravigliosa, speciale, unica) ti spegnesse. Quanto tu in realtà non avessi vissuto durante quel periodo…. quanto fosse complicato fare le cose perché…. sai… dai priorità all’altro…

E’ qui che sorge il dubbio.

Ma non è che per caso, ma solo per caso…. tu ti sei ripreso/a dal coma cerebrale in cui ti sei tuffato nel momento stesso in cui ti sei fidanzato/a?

Cioè, diciamo, non è che per caso hai preferito rimanere a guardare un film invece che andare alla festa dell’anno con lui/lei?

Non è che per caso, per assurdo dico, durante la tua storia (meravigliosa, speciale, unica) ti sei mica seduto sul divano ad aspettare che fosse l’altro ad organizzare qualcosa da fare?

Non è che per caso, ma non è certamente così ne sono certa, tra una vacanza tutti insieme o una a coppie hai scelto quella a coppie per stare più…. “tranquillo”?

Non è che per caso, ma ovviamente mi sbaglio, hai smesso di chiamare il tuo migliore amico perché non avevi più grandi gossip da raccontare o serate da organizzare per cuccare?

Non è che per caso, però questo non è neanche da prendere in considerazione ovviamente, ti sei impigrito cerebralmente e fisicamente stile pelle d’orso sul divano?

Non è che per caso, ma sono sicura che non sia il tuo caso, hai ricominciato a sentire tutti gli amici che non sentivi prima e le persone che non sentivi perché ti eri autoconvinto che non fossero simpatici all’altro?

Non è che per caso, ma questo è veramente improbabile, il teatro, la politica, il mare, le case vacanza, le gite fuori e gli sconosciuti a cui chiedere informazioni esistessero anche prima?

Non è che per caso è meglio che solo ci rimani?

Il consiglio è intrinseco.

D.

ti amo

addio

Quante volte ci è capitato di sentirlo dire e di dirlo a nostra volta?

“All’inizio stavo male, ma poi sono rinata/o”.
“Da quando ci siamo lasciati, ho avuto una svolta”.

Genericamente quando sentiamo questa frase (preceduta da un racconto straziante sul quanto la persona in questione abbia sofferto per la fine di questa meravigliosa relazione fatta di complicità, risate e soli a luce intermittente che sorgono a tutte le ore del giorno e della notte) tiriamo un sospiro di sollievo.

Menomale… tutto è bene quel che finisce bene! Dopo tanta sofferenza… Una storia così bella, così speciale, così unica, così meravigliosa che finisce e poi, finalmente, adesso la persona in questione sta bene! Anzi! Meglio!
Sta meglio senza la storia meravigliosa, speciale, unica…
Sta meglio senza la persona meravigliosa, speciale, unica….
Rinata. Rinato.

Qualcosa, improvvisamente, non è più così chiaro.

Facciamo un riassunto.
Chiunque tu sia, vivevi una storia unica nel suo genere, con una persona che hai amato tanto (ma tanto tanto, credimi, mai amato così in tutta la mia vita. Non mi sono mai lasciato andare in questo modo) e poi questa storia finisce.
Tu vomiti l’anima di dolore (… credimi, l’anima! Stavo malissimo, così male che la gente non mi riconosceva, mi scambiava per Maria de Filippi il giorno del matrimonio, ecco, così).

E poi BOOM.

Non solo ti riprendi. Rinasci. (No, credimi, la mia vita è cambiata. Ho cominciato ad uscire, vedere gente nuova … ma poi ho scoperto il teatro, la politica, il mare, le case vacanza, le gite fuori. Una sera abbiamo chiesto persino un’informazione ad uno sconosciuto! Ho riso talmente tanto che potevo svenire).

Improvvisamente capisci quanto questa storia ti legava al pavimento, quanto ti cementava le caviglie impedendoti di volare, quanto la persona (meravigliosa, speciale, unica) ti spegnesse. Quanto tu in realtà non avessi vissuto durante quel periodo… quanto fosse complicato fare le cose perché sai… dai priorità all’altro.

È qui che sorge il dubbio.

Ma non è che per caso, ma solo per caso, tu ti sia ripreso/a dal coma cerebrale in cui ti sei tuffato nel momento stesso in cui ti eri fidanzato/a?

Cioè, diciamo, non è che per caso hai preferito rimanere a guardare un film invece che andare alla festa dell’anno con lui/lei?

Non è che per caso, per assurdo dico, durante la tua storia (meravigliosa, speciale, unica) ti sei mica seduto sul divano ad aspettare che fosse l’altro ad organizzare qualcosa da fare?

Non è che per caso, ma non è certamente così ne sono certa, tra una vacanza tutti insieme o una a coppie hai scelto quella a coppie per stare più… “tranquillo”?

Non è che per caso, ma ovviamente mi sbaglio, hai smesso di chiamare il tuo migliore amico perché non avevi più grandi gossip da raccontare o serate da organizzare per cuccare?

Non è che per caso, però questo non è neanche da prendere in considerazione ovviamente, ti sei impigrito cerebralmente e fisicamente stile pelle d’orso sul divano?

Non è che per caso, ma sono sicura che non sia il tuo caso, hai ricominciato a sentire tutti gli amici che non sentivi prima e le persone che non sentivi perché ti eri autoconvinto che non fossero simpatici all’altro?

Non è che per caso, ma questo è veramente improbabile, il teatro, la politica, il mare, le case vacanza, le gite fuori e gli sconosciuti a cui chiedere informazioni esistessero anche prima?

Non è che per caso è meglio che solo ci rimani?

Il consiglio è intrinseco.